Archivio News 2017

Al via il progetto "INTERVENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DELL’ABUSO E DEL MALTRATTAMENTO DEI MINORI"

In data 13 Ottobre 2017 presso l'Asilo Nido  "La Foca Gialla - Educare alle differenze" della Cooperativa E.V.A., sito in viale Ellittico a Caserta dalle ore 9:00 alle ore 12:00, si terrà la prima giornata di sensibilizzazione  del progetto "INTERVENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DELL’ABUSO  E DEL MALTRATTAMENTO DEI MINORI".

 

Si invitano a partecipare tutti  gli Ambiti Territoriali  della provincia di Caserta e tutti gli operatori dei servizi territoriali competenti 

 

È possibile prenotarsi per partecipare alle giornate attraverso il seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/1aTmjtuYZA8WYbobcya-fcJl4nvfjBrJC47wzIMs0oHg/prefill

 

In allegato c'è la lettera di invito per gli operatori nella quale sono riportate  informazioni relative al progetto  ed il calendario delle attività


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Lettera invito operatori
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“Non vogliamo più morire. Ascoltate le donne e i Centri Antiviolenza”.

Comunicato di D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza.

Titti Carrano
Titti Carrano

La Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha respinto e giudicato inammissibile il ricorso del Governo Italiano contro la condanna del marzo scorso per il caso di Elisaveta Talpis. E’ un caso che fa storia e di grande rilevanza giuridica e politica.

Nel marzo scorso la Corte aveva condannato l’Italia per non aver agito adeguatamente nel proteggere una donna e il figlio dalla violenza del marito, che alla fine aveva ucciso il ragazzo e tentato di assassinare la moglie. A ricorrere a Strasburgo, nel 2014, era stata proprio Elisaveta Talpis che, prima della tragedia, aveva denunciato invano le violenze del marito. La Corte ha riconosciuto che Elisaveta Talpis è stata oggetto di discriminazione in quanto donna e che la sua denuncia è stata sottovalutata. A presentare il ricorso a nome di Elisaveta Talpis era stata nel 2014 l’avvocata Titti Carrano, Presidente di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Associazione che raccoglie 80 Centri Antiviolenza in tutta Italia, con l’avvocata Sara Menichetti. "La sentenza è definitiva – dichiara l’avvocata Titti Carrano – e ha una rilevanza enorme anche perché cade in un momento in cui in Italia accadono numerose e efferate violenze sulle donne e femminicidi. Invece di ricorrere contro la sentenza della Corte il nostro Governo avrebbe dovuto assumersi le responsabilità del caso e correggendo un sistema di protezione che è evidentemente inadeguato come la governance del Piano Nazionale antiviolenza. Questa sentenza mette il nostro Governo di fronte alla necessità di riconoscere questa inadeguatezza e rimediare”.

Il Governo italiano ha un comportamento ambiguo,  ha dichiarato ancora l’avvocata Titti Carrano: “Da una parte a parole dichiara di combattere la violenza sulle donne e la ritiene inaccettabile, ma poi ha presentato ricorso per un riesame alla Grande Camera sulla sentenza Talpis, quasi rivendicando come corrette proprio quelle azioni che sono state condannate dalla Corte e hanno avuto un esito tragico”.

L’attuale Piano Nazionale contro la violenza ancora una volta considera i Centri Antiviolenza meri esecutori, disconoscendo la loro esperienza, saperi, capacità di scelta e operatività. Le donne che vogliono uscire dalla violenza e salvarsi la vita e si rivolgono alle forze dell’ordine, alla magistratura, ai servizi sociali, troppo spesso sono inascoltate e vanno incontro a nuove violenze e alla morte. Nei Centri Antiviolenza nessuna viene lasciata sola. E’ fondamentale che i Centri siano riconosciuti come cardine del sistema che combatte la violenza maschile nella prevenzione e nella protezione.

La sentenza di Strasburgo dimostra che questo Governo è molto lontano dalla volontà di entrare nel merito del fenomeno strutturale della violenza maschile sulle donne, e del resto neppure una parola è stata spesa da Palazzo Chigi in questi giorni di grande allarme dell’opinione pubblica per stupri e femminicidi, gli ultimi due particolarmente atroci perché hanno trovato la morte due ragazzine, Noemi Durini e Nicolina Pacini, nonostante la famiglia avesse cercato di salvarle denunciando la violenza e la persecuzione da parte di chi poi le ha assassinate.

La Presidente della Camera Laura Boldrini, invece, dimostra il suo impegno costante contro la violenza sulle donne, sollecitando azioni efficaci. Nonostante lei stessa sia oggetto di violenza, minacce e misoginia, Laura Boldrini rende visibile la straordinaria forza delle donne e la volontà di vincere con le altre questa battaglia.


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Rimini e dintorni: indignatevi anche quando gli stupratori e gli assassini sono italiani.

Comunicato di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza

Laura Boldrini
Laura Boldrini

Lo stupro di Rimini, dove un branco di quattro uomini ha assalito e violentato due donne, invece di suscitare reazioni di sdegno è stato occasione di una ulteriore campagna di odio. Intanto verso i presunti stupratori, tuttora latitanti, che secondo i primi riscontri sarebbero stranieri, e poi da parte di un esponente politico salviniano che nel commentare i fatti ha invitato allo stupro nei confronti della Presidente Laura Boldrini e delle “donne del Pd”. Noi esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla Presidente Boldrini e alle donne del Pd, e condanniamo chi strumentalizza la violazione dei corpi delle donne per criminalizzare i migranti. Noi ricordiamo a tutti che in Italia gli stupri e i femminicidi sono commessi soprattutto da italiani e non abbiamo alcuna reticenza nel segnalare casi come quello del mediatore culturale che sulla sua bacheca Facebook ha scritto che lo stupro non è poi così diverso da un rapporto sessuale qualunque, e che la donna dopo una iniziale resistenza poi si rilassa e se la gode. È particolarmente grave poiché la mediazione fra la nostra cultura e quella di altre comunità che scelgono di trasferirsi nel nostro Paese ed accettarne le regole deva avere come punto cardine il rifiuto netto di ogni forma di violenza contro le donne. I mediatori culturali sono tenuti a conoscere e rispettare le nostre leggi e i valori della convivenza civile proprio perché è loro compito specifico trasmetterli e aiutare altri ad assimilarli e comprenderli. Segnaliamo però anche che, su quella stessa bacheca, molti sono i commenti entusiasti dei maschi italiani.

Siamo di fronte a una impressionante regressione culturale e la radice della violenza sulle donne, matrice di ogni violenza e discriminazione, emerge nuda e visibile a tutti. 

 

Lo stupro, come arma di battaglia politica, come strumento di umiliazione e punizione nei confronti delle donne e in particolare di quelle che oppongono resistenza alla sottomissione e all'invisibilità, di quelle che esercitano autorità e fanno politica. Ma anche lo stupro come barzelletta, proprio perché sottovalutato nelle sue conseguenze umane e penali.

 

La sottovalutazione della violenza sulle donne, che ha funestato questa estate e devastato le vite di molte donne e talvolta dei loro figli, è prima di tutto delle istituzioni. Dal Governo non viene una parola di condanna, tacciono gli esponenti politici delle formazioni cui appartiene chi invita allo stupro, tacciono le istituzioni che finanziano la cooperativa che ha assunto un mediatore culturale per cui lo stupro è un rapporto sessuale come un altro.

Le donne dell’Associazione nazionale D.i.Re, attraverso gli 80 Centri antiviolenza aderenti, lavorano da decenni per sostenere le donne che vogliono rompere il “silenzio assordante” intorno alla violenza e a tutte le situazioni culturali di complicità che le mettono a rischio anche delle loro vite, e si aspettano che le istituzioni facciano altrettanto. 


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Presentazione del libro "Orfani Speciali"


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Violenza sulle donne, aiutaci ad eliminarla!


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L'Utilità dei Centri Antiviolenza - La Storia di Sonia a #cartabianca

Ad un certo punto mi sono rivolta ai Carabinieri, che mi hanno trasportata in un Centro antiviolenza, dove io e i miei figli siamo stati molto aiutati. Ho trovato un lavoro, grazie alla Cooperativa E.V.A., che mi ha stanziato un progetto di borsa lavoro presso Le Ghiottonerie di Casa Lorena. Ora la nostra vita è cambiata ed io mi sento una persona nuova

Sono le parole di Sonia Salemme, che a #CartaBianca, in prima serata su Rai3, ha raccontato la sua storia e il percorso di uscita dalla violenza con il sostegno delle operatrici di  "Casa Lorena", Centro Antiviolenza e Casa di Accoglienza per donne maltrattate. 15 anni di violenza subita da suo marito fino alla decisione di cambiare per non morire, per non vedere più soffrire i suoi 5 figli, “perché la vita è una sola e va vissuta fino in fondo”. Ha giocato un ruolo decisivo – come ha approfondito la conduttrice Bianca Berlinguer anche nell’intervista alla Presidente della Camera dei Deputati, On. Laura Boldrini - la possibilità di essere accolta in un Centro Antiviolenza della rete D.i.Re e di lavorare.

 

Il dato: in Italia 7 milioni di donne, una su tre, almeno una volta nella vita subisce violenza dal proprio compagno, mentre l’occupazione femminile è molto al di sotto della media europea.



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Percorso di Sensibilizzazione e Formazione per Operatori Territoriali sulla Violenza di Genere. Strumenti di Riconoscimento e Metodologie di Intervento

Nell'ambito delle attività del Centro Antiviolenza Dafne, la Cooperativa E.V.A. ha organizzato il "Percorso di Sensibilizzazione e Formazione per operatori territoriali sulla Violenza di Genere. Strumenti di Riconoscimento e Metodologie di Intervento. Il corso, articolato in cinque incontri dalla durata di 4 ore ciascuno (9:00-13:00), si terrà presso il Teatro Centro Polifunzionale sito in Via Mazzini, San Giorgio a Cremano (NA).


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Visita delle studentesse e degli studenti dell'Università Vanvitelli al Centro Antiviolenza Dialogando

 

Anche quest'anno, nell'ambito della collaborazione tra la Cooperativa E.V.A. ed il Dipartimento di Psicologia, le studentesse e gli studenti del laboratorio di vittimologia nell'ambito del Corso di Laurea Magistrale in "Psicologia applicata ai Contesti Istituzionali", tenuto dalla Professoressa Amalia Rodontini  hanno effettuato una visita tecnica presso il Centro Antiviolenza.

Tale incontro, oltre a fornire informazioni sulle prassi e sulla metodologia di lavoro con le donne che hanno vissuto o che si trovano a vivere situazioni di violenza, è stata l'occasione di un confronto ricco di spunti e di stimoli per le studentesse e gli studenti del corso.



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Non una di meno a Caserta

Reggia di Caserta


Sede Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere


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8 MARZO 2017  SCIOPERO DELLE DONNE

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA CI FERMIAMO

L' 8 marzo prende vita dagli scioperi delle operaie che dai primi del Novecento in tutto il mondo animarono le lotte per i loro diritti violati di persone e lavoratrici, è una giornata di lotta, non un’occasione per locali, ristoranti e fiorai di far girare l’economia.

 

Niente fiori e cioccolatini, dunque: non abbiamo niente da festeggiare, abbiamo tutto da cambiare! Dopo le straordinarie giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di donne nelle piazze di tutto il mondo, dalla Polonia, all’Italia, alla Germania, alla Turchia, dal Brasile all’Argentina, il prossimo 8 marzo sarà l’occasione per riprenderci questa giornata di lotta: sarà SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE. Lanciato dalle donne argentine, ha raccolto l’adesione di oltre 40 paesi al grido di “Se le nostre vite non valgono, non produciamo”.

 

L’8 marzo sciopereremo anche in Italia.

 

Constatiamo ogni giorno quanto la violenza sia fenomeno strutturale delle nostre società, strumento di controllo delle nostre vite e quanto condizioni ogni ambito della nostra esistenza, per questo il prossimo 8 marzo ci asterremo da ogni attività produttiva e riproduttiva che ci riguardi.

 

Sarà uno sciopero in cui riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi. Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti, di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà, di chi scrive leggi sui nostri corpi, di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza, di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo, di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni.

 

La Cooperativa E.V.A. l' 8 Marzo aderisce allo sciopero mondiale delle donne astenendosi da tutte le celebrazioni ufficiali, chiudendo tutti i servizi che gestisce e lasciando comunque aperti i 10 centri antiviolenza quali spazi politici di accoglienza e diffusione culturale.

 

Saremo tutte alla Reggia di Caserta dalle ore 16:00 all’evento Matronei, una performance collettiva che ospita ventidue artiste. Saremo presenti con una degustazione dei prodotti de Le Ghiottonerie di Casa Lorena e con un banchetto espositivo di sensibilizzazione e diffusione culturale realizzato dalle operatrici dei nostri centri antiviolenza.

 

Vi aspettiamo tutte con un foulard fucsia.


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8 MARZO 2017: SCIOPERO DELLE DONNE SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA CI FERMIAMO

La Cooperativa E.V.A.  l'8 Marzo aderisce allo sciopero mondiale delle donne astenendosi da tutte le celebrazioni ufficiali lasciando comunque aperti a tutti i 10 centri antiviolenza che gestisce quali spazi politici di accoglienza e diffusione culturale.

 

L'8 marzo è una giornata di lotta, non un’occasione per locali, ristoranti e fiorai di far girare l’economia. Prende vita dagli scioperi delle operaie che dai primi del Novecento in tutto il mondo animarono le lotte per i loro diritti violati di persone e lavoratrici. Ricordiamo Il primo, quello delle camiciaie di New York nel 1909, poi lo sciopero e la rivolta delle operaie di Pietrogrado, l’8 marzo del 1917, perché senza donne non c’è rivoluzione possibile!

Niente fiori e cioccolatini, dunque: non abbiamo niente da festeggiare, abbiamo tutto da cambiare! Dopo le straordinarie giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di donne nelle piazze di tutto il mondo, dalla Polonia, all’Italia, alla Germania, alla Turchia, dal Brasile all’Argentina, il prossimo 8 marzo sarà l’occasione per riprenderci questa giornata di lotta: sarà SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE. Lanciato dalle donne argentine, ha raccolto l’adesione di oltre 22 paesi al grido di “Se le nostre vite non valgono, non produciamo”. 

 

Differenti luoghi e contesti, analoga condizione di subalternità e violenza per le donne: NI UNA MENOS, allora, non una di meno in piazza, la chiamata rimbalza ai quattro angoli del pianeta: Uniamoci per continuare a lottare!

 

L’8 marzo sciopereremo anche in Italia. 

 

Una giornata in cui sperimentare/praticare forme di blocco della produzione e della riproduzione sociale, reinventando lo sciopero come vera e propria pratica politica a partire dalle forme specifiche di violenza, discriminazione e sfruttamento che viviamo quotidianamente, 24 ore al giorno, in ogni ambito della vita, che sia pubblico o privato. Constatiamo ogni giorno quanto la violenza sia fenomeno strutturale delle nostre società, strumento di controllo delle nostre vite e quanto condizioni ogni ambito della nostra esistenza: in famiglia, al lavoro, a scuola, negli ospedali, in tribunale, sui giornali, per la strada, … per questo il prossimo 8 marzo ci asterremo da ogni attività produttiva e riproduttiva che ci riguardi.

Sarà uno sciopero in cui riaffermare la nostra forza a partire dalla nostra sottrazione: una giornata senza di noi. Resteremo al sole delle piazze a goderci la primavera che arriva anche per noi a dispetto di chi ci uccide per “troppo amore”, di chi, quando siamo vittime di stupro, processa prima le donne e i loro comportamenti; di chi “esporta democrazia” in nostro nome e poi alza muri tra noi e la nostra libertà. Di chi scrive leggi sui nostri corpi; di chi ci lascia morire di obiezione di coscienza. Di chi ci ricatta con le dimissioni in bianco perché abbiamo figli o forse li avremo; Di chi ci offre stipendi comunque più bassi degli uomini a parità di mansioni, …

A cento anni dall’8 marzo 1917, torneremo in strada in tutto il mondo, a protestare e a scioperare contro la guerra che ogni giorno subiamo sui nostri corpi: la violenza, fisica, psicologica, culturale, economica. 

 

Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo!


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La Cooperativa E.V.A. e la Polizia di Stato insieme per "...questo non è amore".

In collaborazione con la Questura di Caserta e la Questura di Benevento


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La Violenza contro le donne, deontologia dell'Informazione

Giornata di Formazione  per i Giornalisti dell'ODG Regione Campania.

La violenza contro le donne, deontologia dell'Informazione

Pensato per generare nuove alleanze tra il mondo dell'informazione e i Centri Antiviolenza l'incontro di formazione organizzato ieri all'Università per la  Legalità e lo Sviluppo per L'ordine dei giornalisti della Campania a cura della Cooperativa E.V.A., si è rivelato una straordinaria occasione di confronto tra due mondi in prima linea nella prevenzione contrasto della violenza maschile contro le donne. 

A partire dall'esperienza concreta  di lavoro con le donne e dall'analisi puntuale dei dati di realtà il corso ha evidenziato le modalità con le quali la stampa racconta la violenza e lo scarto tra rappresentazione e realtà. Insieme si è avviata una riflessione costruttiva su come raccontare diversamente superando stereotipi di genere nel linguaggio le storie delle donne. Speriamo che possa essere la prima tappa di un percorso che porti un'informazione attenta ai diritti di tutti e al proprio ruolo cardine nella società contemporanea deve partire assumendo un approccio più consapevole.

 


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Sosteniamo "Portami via" allo Youth Video Award di Wave Step Up

Basta un click  per far sì che il video finalista del concorso nazionale “Portami Via “ di Luciana Trulio  possa vincere anche la competizione europea. La premiazione avverrà il 27 di febbraio presso Il Parlamento Europeo.

Più persone visualizzeranno il video più possibilità avrà D.i.Re insieme alla giovane regista di Santa Maria Capua Vetere di ottenere un riconoscimento europeo. 



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